M. Rev. Padre
Carlo Casalone S.J.
Provinciale d’Italia della Compagnia di Gesù
Via degli Astalli 16
00186 ROMA
Come Le è noto, la Federazione Italiana tra le Associazioni Ex Alunni/e della Compagnia di Gesù (Federex) ha tenuto, il 20 gennaio di quest’anno, la propria Assemblea, che è stata l’occasione, oltre che per il rinnovo delle cariche sociali, per un ripensamento, con l’aiuto del P. Ceroni nostro Assistente, della nostra identità.
Il direttivo, rinnovato rispetto al precedente, è espressione visibile della nostra volontà di leggere i segni dei tempi e di operare fattivamente segni di conversione, sempre guidati dal discernimento, come S. Ignazio ci ha insegnato.
Siamo consci che le nostre Associazioni, in questi ultimi anni, non hanno sempre operato secondo lo stile e il modo di procedere ignaziani e ciò ha fatto sì che si allargasse il solco tra la Compagnia in Italia e le Associazioni ex alunni/e, dai più viste come concentrate a celebrare il passato, anziché impegnate a progettare il futuro.
Molte iniziative lodevoli sono state comunque intraprese da tutte le Associazioni (corsi di cultura, seminari, cineforum, eventi, attività formative interne ed esterne ai collegi, ecc.), così come molti sono stati gli ex alunni e le ex alunne che, a titolo personale, si sono impegnati concretamente, a fianco della Compagnia – o, più spesso, di singoli Gesuiti – nelle attività culturali, di apostolato sociale, di apostolato spirituale e di gestione delle opere, ma è spesso mancata una visione d’insieme e non vi è stata alla base una strategia, che consentisse non solo di fare, comunque, del bene, ma che permettesse altresì di farlo nella misura massima possibile, di raggiungere realmente il magis nella nostra azione.
Alla luce di ciò, ci permettiamo di indirizzarLe le riflessioni che seguono, affinché, se condivise, si possa iniziare insieme, all’inizio comune dei due mandati (il nostro e quello, ben più oneroso e importante, Suo) un cammino comune che ci conduca ad una vera “collaborazione al cuore della missione” (CG 35, D. 6).
Innanzi tutto è nostra intenzione rivisitare il concetto di ex-alunno/a e, con esso, ripensare i motivi di esistenza delle nostre Associazioni.
Spesso l’ex-alunno si è sentito fortemente legato al proprio Istituto, se non addirittura alla propria classe, e riconosceva dunque la propria appartenenza ad un gruppo ristretto e ben territorializzato, traendo piacere dal ritrovarsi periodicamente con i vecchi compagni di scuola, ma, talvolta, senza che ciò portasse ad una piena valorizzazione della comune matrice, dei carismi condivisi, dell’unica missione.
Il cammino di questi ultimi anni ci ha portato invece ad enucleare, come veri tratti comuni di tutti gli ex alunni, indipendentemente dal collegio nel quale si sono formati, la spiritualità e la pedagogia ignaziane, intimamente legate e trasmesseci con l’insegnamento che abbiamo ricevuto.
Qualora Lei concordi con questa nostra valutazione, è dunque nostro proponimento favorire un evoluzione dal concetto di ex-alunno/a di un singolo istituto a quello di ex-alunno/a della Compagnia di Gesù, dando così maggiore evidenza al patrimonio spirituale ed educativo comune, che non alla collocazione geografica.
Ciò non implica, come è ovvio, la soppressione di tutte quelle attività che, portate avanti in ambito locale, mantengono vivo il legame fra compagni e il senso di appartenenza al singolo collegio, ma solo il porle nella giusta ottica, subordinandole cioè ad una ben più alta ed ampia appartenenza e al riconoscimento di quei valori comuni che, soli, giustificano il reciproco impegno tra la Compagnia e i suoi ex-alunni.
In secondo luogo e come diretta conseguenza di quanto sopra, è nostro desiderio identificare un campo di azione apostolica comune.
La Congregazione Generale 35° ha identificato cinque campi che richiedono un’attenzione speciale o privilegiata e, in particolare, al punto (iii), ha invitato la Compagnia a rinforzare e rinnovare l’apostolato intellettuale (CG 35, D. 3, 39).
Ci sembra che questo campo sia particolarmente coerente con la nostra condizione laicale, con la nostra formazione e, soprattutto, con la nostra propria realtà come corpo.
Questa nostra convinzione è rafforzata da quanto espresso nel Decreto 4: “…i superiori maggiori … devono prendere in conto non solo la competenza professionale dei candidati, ma anche la comprensione che questi hanno e l’impegno che prendono in relazione alla nostra missione e al nostro modo di procedere.” (CG 35, D. 4, 48).
Chi, meglio di un ex-alunno, è cosciente del modo di procedere e della missione ignaziani?
Mossi dall’aspirazione di mettere in pratica le parole di Ignazio di Loyola “En todo amar y servir” (che sono state adottate come motto dalla nostra Confederazione Europea), sarebbe dunque nostro intendimento, sempre qualora Lei concordi, metterci, come corpo, al servizio della Provincia d’Italia, impegnandoci in azioni concrete di servizio e in un’attività di sostegno e collaborazione alle molteplici opere della stessa, e in particolare ai collegi: un mero esempio potrebbe essere contribuire alla formazione alla spiritualità e alla pedagogia ignaziane degli operatori e dei genitori dei collegi.
E’ chiaro che questo è solo il primo passo di una collaborazione con la Provincia che, speriamo, possa divenire col tempo più ampia e strutturata.
In effetti la Congregazione Generale sottolinea la necessità di una formazione specifica e continua per coloro che assumano responsabilità di governo (CG 35, D. 5, 30-32): tra i settori specifici di formazione tipicamente laicali di cui al punto 31 molti ex-alunni possiedono competenze di assoluta eccellenza.
La Federex, nel rispetto di una pari dignità e con una reciproca stima della rispettiva vocazione, può dunque divenire, prospetticamente, lo strumento della Compagnia per la formazione in queste materie, operando su tutto il territorio della Provincia ed avendo la possibilità di mettere a disposizione competenze scientifiche e professionali estese ed estremamente qualificate, nonché esperienza e relazioni , in modo da consentire così alla Provincia di adempiere alle raccomandazioni della Congregazione Generale (CG 35, D. 6, 21, c e d).
Nel porci questo obiettivo, estremamente ambizioso, siamo consci delle difficoltà che ci aspettano, molte delle quali già evidenziate dalla storia recente.
Parlando della collaborazione con i laici la stessa Congregazione Generale riconosce che “…ha condotto certuni a esitazioni – per non dire resistenze – ad accogliere pienamente l’appello della 34° Congregazione Generale.” (CG 35, D. 6, 4).
Le esperienze italiane di collaborazione con i laici sono state, sinora, non strutturate e legate a scelte individuali, piuttosto che a una visione strategica e, soprattutto, sistemica, che consentisse di identificare e formare un “bacino” di collaboratori e non solamente di sceglierne estemporaneamente qualcuno.
Anche il convegno “Gesuiti e laici: uniti nella missione” si è dimostrato, a nostro parere, ricco di contenuti, ma povero di segni concreti di conversione.
La Congregazione Generale invita nuovamente a prendere in considerazione non i singoli, ma i corpi (CG 35, D. 6, 28).
E’ dunque di tutta evidenza che, ritrovandoci pienamente tra i gruppi ignaziani considerati dalla Congregazione Generale, nel mentre Le offriamo la nostra volontà di rinnovamento e collaborazione nella missione, Le chiediamo anche sostegno e guida per il nostro futuro.
La stessa Congregazione raccomanda ai superiori maggiori “…di cercare come sostenere ed accompagnare … le associazioni autonome d’ispirazione ignaziana.” (CG 35, D. 6, 29, c): alla luce della nostra storia recente, solo con un impegno formale e, nei limiti del possibile, sostanziale della Provincia sarà possibile realmente per noi dar seguito a queste nostre intenzioni e produrre segni di conversione evidenti e sensibili.
Ci aspettiamo quindi che, qualora Lei concordi con quanto abbiamo sin qui esposto, possa dare disposizioni affinché, a livello locale, le istituzioni dei Gesuiti sostengano questo rinnovamento, facendolo proprio e promuovendolo, perché solo se la Compagnia stessa lo “sponsorizzerà”, saremo in grado di renderlo operativo e di prendere parte viva, responsabile e consapevole alla Missione della Compagnia di Gesù.
Siamo ovviamente a sua filiale disposizione per un incontro ristretto per meglio presentarLe e discutere con Lei queste nostre riflessioni.
A.M.D.G.
Dott. Giuseppe Mariano
Torino, 10 settembre 2008

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